Consigli per diventare più social: #socialmediaweek e il parere degli esperti

26 settembre 2014

È iniziato lo scorso lunedì, l’evento globale che ha contato 12 città mondiali, e tra queste anche la Capitale italiana; un’ #unconventional week sui temi caldi del momento. 

Protagonisti tutti i social networks; studiati, incontrati e discussi da oltre 1600 esperti, curiosi ed appassionati in più di 50 eventi. Experience marketing, social media election e social recruiting, tra i temi di spicco, nonché, caldi per la realtà italiana e la ricerca di un posto di lavoro, ormai sempre più 2.0.
Matrix Web Agency ha avuto l’onore di intervistare due personaggi più seguiti del web: Rudy Bandiera e Jacopo Paoletti, per poter sottoporre loro qualche domanda.

“Rudy, non possiamo non parlare di #socialmedia e soprattutto del loro ruolo all’interno della relazione impresa-utente. Con il caso #unamacchinaperrudy sei riuscito ad arrivare al cuore dell'azienda. Le aziende, al contrario, puntano ad arrivare al cuore delle persone. Ma in Italia, oggi, quanto le aziende sono disposte ad ascoltare e ad adattarsi al pubblico che cambia?

Il Clutrain Manifesto risponde meglio di me alla tua domanda: “i mercati sono conversazioni, sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici”.                        
Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana -risponde Rudy Bandiera ad una domanda apparentemente banale- Non è questione di dove vogliono arrivare le aziende ma è una questione di come, di mezzo, di media. Se io ho un messaggio straordinario ma lo racconto male allora il mio messaggio non arriverà. Al contrario se ho un messaggio mediocre ma lo racconto bene, il messaggio arriverà eccome. Le aziende devono parlare come persone e si devono comportare come persone, per interfacciarsi con...guarda caso... le persone!
#unamacchinaperrudy è stato un caso in cui l'azienda ha fatto quello che avrebbe fatto un individuo: ha ascoltato, ha reagito e l'ha fatto in modo rapido ed informale. L'azienda deve essere una casa di vetro, trasparente, e comportarsi come si comportano le persone, ovvero conversare e confrontarsi. Conclude Rudy.
 

Altro tema discusso alla #socialmediaweek ed importante soprattutto per i giovani che non riescono ancora a trovare un’occupazione, è il #socialrecruiting. Un po’ sulla scia di #unamacchinaperrudy, è il caso di #unlavoroperjacopo, fenomeno di grande successo e consenso nel mondo del web e nelle grandi communities di Facebook e Twitter.

Dopo un'esperienza decennale nel campo della comunicazione 2.0 Jacopo Paoletti abbandona tutto per poter seguire un progetto di personal branding, ma dopo la separazione dalla sua compagna, nonchè suo socio, è rimasto senz'amore e senza un posto di lavoro.

Jacopo, Social recruiting: come candidarsi e promuoversi attraverso i social media? Cosa consigli? Raccontaci la tua esperienza #unlavoroperjacopo.

"Ho iniziato dall'unica cosa, forse la più tradizionale, che si può fare in questi casi: inviare curriculum. Tanti. Perché riprendere il lavoro mi avrebbe aiutato almeno a riempire il tempo, per non pensare al resto. Ma non bastava. Così, sulla falsa riga di #unaMacchinaperRudy mi sono detto ‘perché non tentare una campagna di buzz marketing sui social per provare a cercare un lavoro’? E così, tra l’ironia e la provocazione, è nato #unLavoroperJacopo.
Devo ammettere che, nonostante il periodo estivo agostano e le inevitabili assenze dai luoghi di lavoro, sono arrivati veramente tanti ‘interessamenti’ per #unLavoroperJacopo, con davvero proposte di ogni tipo. Comprese le più assurde, ovvio. Dal 10 agosto 2014, giorno in cui ho pubblicato lo status su Facebook e il tweet su Twitter di #unLavoroperJacopo, è trascorso poco più di un mese, con oltre 770 retweet su Twitter e quasi 2200 condivisioni su Facebook, con centinaia di commenti, messaggi privati, con tantissimi post e articoli su siti, blog e stampa nazionale. E il merito, credetemi, non è il mio, ma di tutte quelle persone che ancora credono che le cose più assurde possano ancora accadere, che magari un lieto fine è davvero possibile.

Questa è la prova che a volte il cv nero su bianco potrebbe non essere abbastanza; e che uno stato su face book può arrivare dove, realmente, non avresti mai pensato.

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