Innovazione e digital marketing per le realtà Retail.

30 gennaio 2015

 

Social, applicazione e piattaforme e-commerce, rendono sempre più difficile la relazione retailer- consumer. Questo perché un consumatore può vedere il prezzo di un determinato capo d’abbigliamento , ad esempio, direttamente dal proprio smartphone nel camerino del negozio in cui ha provato l’abito in questione.

Digita l’articolo controlla i prezzi e, se il retailer offre lo stesso abito ad un prezzo superiore, ha perso.
E così questi attori economici studiano, inventano, dichiarandosi parti social, con la fondazione di nuove fan page, immagini su canali Pinterest e Instagram e cercano di legare sempre più con il consumatore e rendere l’esperienza d’acquisto ancora prima di entrare nel loro store fisico.


Eppure non sempre questo è sufficiente. La comunicazione one-2-many non è ancora quella adatta. Ed è proprio a supporto della categoria “Retail” si schiera l’impresa Avenade. Ormai teenager, nata dal matrimonio tra Microsoft e Accenture, permette di mettere in campo esperienza e strumenti a difesa di realtà in difficoltà, ma con un grande potenziale.

Per una questione di comodità e di usi, 9 persone su 10 preferiscono acquistare in store fisici, non che tutti e 9 vi ci acquistino, ma il dato esprime una preferenza e dato interessante.
Ciò che bisogna mettere al centro del proprio business model, oltre che al cliente (storia di un marketing mai passato di moda), ma anche altri principi e strumenti quali: raccolta e l’analisi dei dati, strategie che permettono di avere visibilità completa sull’inventario, sull’adeguamento della supply chain e poi, ancora, sullo sviluppo di tecniche di marketing capaci di generare engagement


Avanade propone la nuova tecnologia  Connected-Retail in modo da creare un’unica rete mettendo in collegamento sia il cliente ( capace di poter acquistare sia dallo store, e-commerce e a mezzo mobile-app) che dal lato dell’operatore retail, in termini di programmi di gestione dell’inventario e degli ordini, Crm, campagne di marketing).
Con questi presupposti da qui ai prossimi tre anni molte aziende si attrezzeranno stabilendo una roadmap verso la trasformazione digitale.
Il progetto Connected retail, porta con se lo sviluppo di ben 5 fasi:

 

  1. Store.
    Arricchire l’assortimento dei prodotti in store, per mettere al centro il cliente e cercare di non farlo uscire dal negozio a mani vuote. Importanti saranno, quindi, gli strumenti messi a disposizione dal retailer.
  2. Attivare più canali più facilmente.
    Integrare  funzionalità di gestione di vendita al dettaglio per supportare tutti i processi dalla logistica alla finanza, al servizio clienti per l'acquisto.
  3. Offerta digitale a 360°.
    Installare degli schermi in store per la presentazione del prodotto o per una prima fruizione dell’app
  4.  Raccolta dei dati.
    Tutto è nascosto in operazioni di sondaggio e di questionario, è il cliente a scegliere e a decidere la propria best way.
  5. Trasformare il tempo in efficienza.
    Velocità ed efficacia del servizio personalizzato, con la connettività mobile permettere al cliente di essere fidelizzato prima durante e dopo l’acquisto.
 

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